​La curcuma: spezia delle meraviglie o sovrastimata?

spezie piatti esotici

Dorata e dal profumo inconfondibile, utilizzata da migliaia di anni nella medicina ayurvedica e definita “lo zafferano delle Indie” per la sua colorazione. E’ uno degli ingredienti base del curry ed è imparentata con lo zenzero. Stiamo parlando della curcuma, la super spezia che sempre più spesso sentiamo chiamare in causa per le proprietà benefiche che le vengono attribuite.

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Originaria dell’Asia sud-orientale, la curcuma longa (detta anche turmerico, dall’inglese turmeric) è una pianta erbacea, perenne, rizomatosa della famiglia delle Zingiberacee ed è arrivata in Europa grazie ai commerci. L’India è il primo produttore mondiale di questa spezia delle meraviglie. Il suo nome deriva dal sanscrito kunkuma, attraverso l’arabo كركم, kurkum.

I principali componenti della curcuma sono i curcuminoidi (3-5%), ovvero miscele di derivati del cinnamoilmetano, come la curcumina, la demetossi curcumina e la bis-demetossicurcumina. Ed è proprio la curcumina, concentrata nel rizoma (la sua radice), l’ingrediente attivo che conferirebbe alla spezia benefici curativi.

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Numerose ricerche sono state fatte e sono in corso per decretare il potere curativo della curcuma. Una delle più recenti la mette però un po’ in ombra. Si tratta di uno studio pubblicato sul Journal of Medicinal Chemistry, condotto dal chimico farmaceutico dell’Università del Minnesota Michael Walters. Quest’ultimo sostiene che i benefici, in realtà, potrebbero essere il frutto di una sovrastima. La curcumina, il principale principio attivo della curcuma, darebbe infatti molti risultati falsi positivi nei test in cui si esaminano le sue proprietà biologiche.

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Solitamente gli screening farmacologici controllano se una sostanza chimica si attacca a un sito di legame di una proteina implicata in una malattia, un indizio che può essere il punto di partenza per un farmaco. Ma alcune molecole, come la curcumina, sembrano mostrare una simile attività specifica anche quando in realtà non la possiedono. In sostanza, la curcumina sarebbe in grado di ingannare i test.

Questo non significa che i benefici finora attribuiti alla spezia siano falsi in assoluto. Assumere curcuma, anche solo per insaporire gli alimenti, non comporta alcuna controindicazione (salvo differente indicazione da parte del medico), soprattutto se il consumo di questa spezia viene associato ad uno stile di vita sano. La difficoltà, per il momento, resta dimostrare inequivocabilmente e all’unanimità i benefici finora teorizzati. Il ridimensionamento ha evidenziato anche la difficoltà di assorbimento da parte dell’organismo e la necessità di esplorare ulteriormente le potenzialità di questa spezia.

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Ma quali sono dunque le proprietà benefiche riconosciute alla curcuma da una vasto numero di ricerche?

1 – Previene e riduce le infiammazioni; allevia i dolori articolari. Contribuisce a ridurre i meccanismi infiammatori nell’organismo, soprattutto quelli che coinvolgono le articolazioni.

2 – Aiuta l’organismo a disintossicarsi e depurarsi. Aiuta il corpo ad espellere le tossine.

3 – Antiossidante e antibatterica. Aiuta a combattere l’ossidazione cellulare e lo sviluppo dei radicali liberi. La curcumina è in grado di coadiuvare l’organismo nel contrastare i batteri esterni.

4 – Antitumorale. Uno studio dell’Università della California ha evidenziato come la curcumina riesca a bloccare l’azione di un enzima ritenuto responsabile dello sviluppo di tumori nella zona della testa, del collo e del cavo orale. Un’altra ricerca condotta in Michigan ha dimostrato la sua importanza nell’aumentare l’efficacia della chemioterapia nel trattamento di alcune tipologie di tumori.

5 – Benefica a livello cardiovascolare. Favorisce la fluidificazione del sangue, migliora la circolazione, aiuta a regolare il colesterolo e protegge dagli infarti.

6 – Aumenta la memoria e incrementa la capacità di autoguarigione del cervello, ad esempio in seguito ad un ictus. Benefica per il sistema nervoso; contribuisce all’efficacia dei farmaci antidepressivi. Riscontri positivi nel proteggere le cellule neurali sono state segnalate in uno studio pubblicato su Bio Med Central.

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7 – Antidolorifico naturale. Protegge e sostiene il fegato nelle sue funzioni. Aiuta la digestione. Favorisce il buon funzionamento dell’attività gastrica.

8 – Rafforza il sistema immunitario e previene il diabete di tipo 2. Uno studio pubblicato su Diabets Care ha evidenziato che l’estratto di curcumina è in grado di ritardare l’insorgenza del diabete di tipo 2.

9 – Cicatrizzante, seboregolatrice e lenitiva. Il rizoma fresco si può applicare su ferite, eritemi e morsi d’insetti. E’ ideale per curare varie affezioni dermatologiche, dall’acne, alla psoriasi alle micosi.

10 – Coleretica. Incrementa la produzione della bile ed allo stesso tempo nel favorisce il passaggio verso il duodeno.

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Ci sarebbe anche qualche piccola controindicazione.

1 – L’utilizzo di questa spezia è sconsigliato a chi soffre di calcoli alla cistifellea o di ulcera.

2 – Occorre prestare cautela nel suo consumo quando si stia seguendo una cura a base di farmaci anticoagulanti o anti aggreganti, dato che la curcuma rende il sangue maggiormente fluido.

3 – Lo stesso vale in caso di gravidanza o allattamento: meglio rivolgersi al proprio medico curante.

Suggerimenti degli esperti per sfruttarne al meglio le proprietà curative e permettere all’organismo di assorbire la curcumina:

1 – Utilizzarla a crudo, mettendola solo a fine cottura. In questo modo si evita la dispersione dei principi nutritivi. Si può utilizzare in aggiunta alle insalate, allo yogurt, come insaporitore per le pietanze. Nelle zuppe, negli stufati, nelle vellutate, su verdure, carni bianche, pesci e molluschi, ma anche diluita nell’acqua calda e zenzero.

Molto di moda è il golden milk, ovvero il latte d’oro, del quale esistono diverse varianti. Si prepara utilizzando acqua, latte di soia (o vaccino, di riso, di mandorla o di avena), zenzero, miele, curcuma fresca e pepe nero.

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Una foto pubblicata da The Natural Fix (@thenaturalfix) in data:

2 – Aggiungere del pepe nero o dell’olio d’oliva. Questo aiuta ad assimilarla, ne favorisce l’assorbimento nella circolazione sanguigna, amplificandone i benefici.

3 – Calibrare le quantità: dosi eccessive possono essere controproducenti. L’ideale è un cucchiaio al giorno.

4 – Ottima non solo in cucina. Online è possibile reperire innumerevoli ricette e indicazioni relative al benessere del viso e del corpo (dalle maschere per il viso ai trattamenti per capelli all’olio di curcuma, dagli impacchi antinfiammatori ai sali da bagno fino ai massaggi antidolorifici).

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